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Il governo del fare

Pubblicato da faBIO in Ambiente · 4/6/2016 11:15:00
Nuovo capitolo della saga "distruggiamo il territorio per creare lavoro". Un tema ricorrente che evidenzia una visione del concetto di sviluppo perlomeno arcaica. A Otranto verrà realizzato il porto turistico, che non è l'ampliamento dell'esistente ma la costruzione ex novo di un porto dedicato alle imbarcazioni turistiche, anche di grande taglia. Il nuovo porto verrà realizzato alle spalle dell'attuale in una zona bellissima e importante a livello naturalistico. Non importa che il porto ricade all'interno del Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase; non importa che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici abbia dato parere sfavorevole; non importa che l'ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) abbia dato parare sfavorevole. No, è arrivato il governo del fare, che se ne frega di tutti questi lacci e lacciuoli dati dalla serie di norme costruite nel tempo e decide, con un colpo di mano, che il porto di Otranto va realizzato.
L'argomentazione è che si creeranno 200 posti di lavoro; che ci sarà un indotto importante; che si rilancerà il futuro di Otranto. Non importa a nessuno che si farà una bella colata di cemento su uno dei tratti di scogliera più belli del mediterraneo; non importa anessuno che si devasterà un tratto di costa incontaminata nelle vicinanze della torre del Serpe e di Punta Palascìa, il punto più a est d'italia; non importa dell'impatto ambientale, e non solo, che centinaia di barche e navi da crociera avranno su un territorio già ampiamente sfruttato.
No, il suolo e l'ambiente sono risorse da sfruttare finchè si può, fino a che si riesce. Sempre per trasformare le risorse naturali in risorse economiche; si abbatte il PIL ambientale per far aumentare il PIL economico, perchè è con quello che musuriamo tutto.
Non importa che poi un pezzo di costa non ci sarà più; non importa che una parte di suolo sarà ricoperto dal cemento; non importa che migliaia di persone invaderanno una graziosa cittadina che è tale proprio perchè ha conservato la sua natura tranquilla e rservata. E non importa se le nostre classi dirigenti non riescono a partorire un concetto di sviluppo un pochino più moderno di quello che abbiamo conosciuto con l'invenzione della macchina a vapore. Altrochè rottamazione; qua siamo nel pieno di una approccio che guarda il futuro che è preistorico.



Dove sono i contenuti?

Pubblicato da faBIO in Politica · 23/5/2016 16:18:00
In questo blog ho deciso di parlare poco delle beghe dei politicanti. Anche oggi cerco di mantenere questa mia intenzione nonostante utilizzi alcuni accadimenti di questi giorni che li riguardano.
Nonostante manchino alcuni mesi al referendum sulla modifica della riforma costituzionale siamo già entrati in piena campagna elettorale. Non c'è giorno che un esponente del governo o della corrente renziana del PD non tiri fuori una comunicazione ad effetto che riguarda, appunto, come, secondo loro, sarebbe giusto votare.
Di questi giorni l'utilizzo strumentale di figure chiave del PCI che si erano espresse sui temi del bicameralismo: prima Berlinguer, poi Ingrao e la Iotti utilizzati in alcuni manifesti.
Lascio alle risposte di Bianca Berlinguer e di Celeste Ingrao il merito dei contenuti del dibattito. 
Sottolineo invece le modalità comunicative della banda renziana: utilizzare dei testimonial di spessore per sostenere la loro posizione; pazienza che quanto sostenevano le illustri persone citate nulla ha a che vedere con quanto partorito dall'attuale riforma. 
La "potente" strategia comunicativa renziana mette in luce due cose: la prima è che i contenuti della riforma sono molto deboli e poco sostenibili; la seconda è la consapevolezza che è alto il rischio che vinca il no.
Quindi da una parte è necessario che non si parli dei contenuti della riforma; dall'altra che ci si appoggi al supporto e al sostegno di testimonial esterni in quanto, evidentemente, gli attuali padri costituenti non sono in grado di garantirlo.
Da qui ai prossimi mesi vedremo soprattutto lo schieramento renziano del maggior partito e gli esponenti del governo impegnati, invece che a gestire le vere questioni che riguardano la vita di tutti i cittadini, in una inutile campagna elettorale trasformata dai protagonisti stessi in un voto pro o contro Renzi e la sua cricca.
Un referendum personalizzato dallo stesso Renzi e ora anche dal ministro Boschi con la frase tra il ricattatorio e il presuntuso: "se perdo me ne vado". 
Personalizzato proprio per evitare di parlare dei contenuti.



Per forza contro

Pubblicato da faBIO in Generale · 17/5/2016 13:49:00
Riprendendo una frase in voga già da ai tempi del Nuovo Testamento, un illustre (perchè noto non tanto perchè illustre) personaggio pubblico, il presidente Bush Jr, disse: "se non siete con noi siete con i terroristi", riferendosi alle azioni da usare contro alcuni paesi dopo l'11 settembre.
E oggi ancora viene usata questa formula dialettica, che trovo perlomeno ingiustificata, per non dire manipolatoria: il cardinale Bagnasco, riferendosi alla legge sulle unioni civili, ha nuovamente detto che è una legge contro la famiglia.
Siccome credo che il cardinale in questione sia persona intelligente e colta, non posso che pensare che il suo modo di utilizzare le parole sia "scorretto". Perchè condurre tutto ad una dicotonomia "contro" o "a favore"? perchè ridurre lo spazio del dialogo e del confronto? e quindi dell'arricchimento reciproco? perchè se non sono d'accordo con te devo essere per forza contro? perchè forzare violentemente la realtà per creare contrapposizioni nella società?
Ridurre la complessità e cercare facilmente il consenso, mi vengono in mente queste bieche motivazioni. Manipolatorie, per l'appunto.
Perchè se sono sceso in piazza nel 2003 contro la guerra in Iraq ero a favore del terrorismo e non semplicemente contro una logica guerrafondaia (oggi stiamo capendo dove ci hanno portato quelle sciagurate decisioni, anche per ammissione dello stesso Blair)? perchè se sono a favore dei diritti degli omosessuali mi devo sentire dire che sono contro la famiglia? perchè mentre mi informo sulla riforma della legge costituzionale per capire cosa votare al referendum di ottobre mi devo sentire dire che il referendum è un voto pro o contro Renzi e non invece una scelta su una legge? 
Perchè le nostre classi dirigenti, chiesa compresa, fanno di tutto per appiattire il dibattito e creare un clima da stadio? perchè invece non escono dalla logica del consenso e lavorano per favorire un dibattito e un conseguente allargamento degli spazi di accettazione dell'altro? perche infine dovrei dare fiducia a queste persone così poco inclini a costruire una società matura ma anzi, favorevoli alla definizione di una società appiattita su schemi sterili?






Ridateci Mike!!

Pubblicato da faBIO in Generale · 2/4/2016 15:20:00
In un periodo di grandi avvenimenti a livello mondiale, con l'Isis che compie attentati n Europa, con il cambiamento climatico che incide sempre più sulle nostre vite, con i livelli di disoccupazione oramai stabili a livelli altissimi, con le democrazie occidentali sempre più deboli, mi permetto di scrivere un post decisamente più leggero che affronta un tema sicuramente marginale rispetto a quelli elencati prima.
Spesso la sera mi capita di assistere alla trasmissione/gioco "Affari tuoi", comunemente detta "i pacchi". Una trasmissione che dispensa ogni sera fino a 500 mila euro di soldi pubblici. Riporto da wikipedia: "Il gioco consiste nell'individuare la scatola contenente il premio più \nelevato selezionandola casualmente da un \npool iniziale di 20 scatole di cui non si conosce il contenuto"
Quando ero piccolo stavo tutto il giovedì sera, se ben ricordo il giorno della settimana, incollato davanti al programma di turno condotto da Mike Bongiorno dove i concorrenti solitamente dovevano rispondere ad una serie di domande difficilissime su un determinato argomento scelto da loro. La sfida era seria, al concorrente venivano fatte domande apparentemente impossibili che richiedevano una forte passione per l'argomento e ore di studio per sapere tutto in merito.
Nella trasmissione "Affari tuoi", come ben spiega la dicitura della definizione "selezionandola casualmente", si capisce che le abilità messe in campo dal concorrente semplicemente non esistono. La possibilità di vincere una cifra che un lavoratore impiega tutta la vita a guadagnare, viene dispensata attraverso la pura casualità, la fortuna del concorrente di scegliere, a caso appunto, un pacco piuttosto che un altro.
Il messaggio pedagogico è devastante. Per guadagnare dei soldi l'impegno non serve, le ore di studio neppure (come avveniva con le trasmissioni di Mike), è invece tutta una questione di culo.
Lo so, ci sono anche le lotterie, i gratta e vinci, le schedine. Ma questa è una trasmissione di punta della RAI, trasmessa in prima serata sul principale canale; guardata e vista da milioni di persone.
Il bravo conduttore, uomo sicuramente colto, attento alle parole e amante della poesia, l'altra sera, quando una concorrente ha scelto un pacco da scartare trovandoci dentro pochi euro, ha gridato entusiasta: "bravissima!". No caro buon conduttore, hai usato la parola sbagliata; al limite la tua concorrente è stata fortunata, non brava; la bravura è altro, non confondiamoci. Che a furia di utilizzare parole inadeguate saremo sempre meno in grado di capire la realtà.




Sazi da morire

Pubblicato da faBIO in Generale · 9/3/2016 21:22:00
Domenica sera è andato in onda un interessantissimo servizio a "Presa Diretta" dal titolo "Sazi da morire", nel quale, seguendo un discorso elaborato, da una parte si sono messe in discussione le abitudini alimentari degli italiani, che stanno portando una buona parte della popolazione, in particolare giovani e giovanissimi, ad essere obesi; dall'altra a presentare ricerche scientifiche che danno alcune indicazioni su una alimentazione più sana.
Uno dei ragionamenti seguiti è che, di questo passo, la spesa sanitaria per curare le persone obese non sarà sostenibile. L'Italia è uno dei paesi più longevi, è vero, ma se consideriamo il tempo di vita in salute risulta che, in Europa, siamo tra gli ultimi posti.
L'alimentazione è uno dei fattori che incide maggiormente nel determinare il nostro stato di salute, soprattutto futuro; il vantaggio è che è un fattore che dipende in buona parte da noi, cioè è un fattore che possiamo controllare se non addirittura determinare.
Un'alimentazione sana incide sul nostro stato di salute - livello individuale - e sullo stato di benessere dell'intero paese - livello collettivo.
Le cose interessantissime che si sono sentite durante la trasmissione di Riccardo Iacona sono una rarità; soprattutto nella nostra televisione. Abbondano invece i programmi che parlano di cucina, con prove di vario genere tra aspiranti cuochi; olimpiadi del piatto cucinato davanti a famosi chef; pancette soffritte e besciamelle preparate da casalinghe proiettate in tv per un giorno, entrano nelle nostre sale da pranzo a mezzogiorno, e via così.
Allora a questo punto esigo che per ogni trasmissione di promozione del cucinato ci sia una trasmissione che dia informazioni su una sana alimentazione; per ogni ricetta proposta esigo che sia presentato uno studio scientifico che ci spieghi la correlazione tra un certo tipo di alimentazione e alcune malattie; per ogni gara tra aspiranti cuochi esigo che vengano presentati i dati sulle disfunzioni di un'alimentazione non sana.
Attenzione, non sto dicendo che non va valorizzata la cucina italiana, figuriamoci. Ma in un paese che aspira a "crescere" mi piacerebbe che non si pensasse solo in termini di PIL ma soprattutto di cultura, e di prevenzione.
Una trasmissione di un'ora e mezza ha messo a nudo (come spesso accade con Iacona e la Gabbanelli) l'ipocrisia dell'informazione del nostro paese.

Leggi l'interessante articolo pubblicato sul venerdì di Repubblica dove il dott. Valter Longo spiega il suo punto di vista, rigorosamente scientifico.



Le parole hanno un significato

Pubblicato da faBIO in Generale · 29/2/2016 17:48:00
Ci risiamo. Sembra lo facciano apposta. Oppure oramai lo fanno tutti, o quasi. Non si chiamano le cose con il loro nome, soprattutto se nel torto, sperando così di edulcorare la portata del gesto commesso.
Mi spiego meglio: oggi il cardinale Pell ha testimoniato in videoconferenza dall'Hotel Quirinale a Roma davanti \nalla Commissione d'inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi\n sessuali a minori negli anni 1970 e 1980. E subito mi ha colpito la frase riportata dagli organi di stampa (la prendo per buona visto che è virgolettata): "la Chiesa ha commesso enormi errori". Analizzo la frase. Intanto utilizzare il termine generico "Chiesa" non è corretto, così come dicono i credenti ogni volta che si prova a dire che la Chiesa ha fatto, la Chiesa ha detto, ecc ecc. La Chiesa è una realtà fatta di persone, per cui, in questo caso possiamo ben dire che "alcuni preti..."; seconda cosa (quella che più mi risulta stonata): si commette un errore quando, cercando di fare una cosa, si sbaglia. In questo caso i preti in oggetto non hanno commesso un errore ma hanno commesso un reato. Cioè stavano commettendo un illecito con la consapevolezza di farlo. L'errore è un'altra cosa, per favore non scomodiamolo.
E così il cardinale vuole rassicurarci sulla bontà della Chiesa (per l'appunto) cercando di edulcorarne le responsabilità, sia derubricando il fatto commesso da reato ad errore, sia dicendoci che la Chiesa "sta lavorando per rimediare". Mah...
Ma non ha finito. La frase prosegue con "(la Chiesa) ha causato gravi danni in molti luoghi, ha deluso i fedeli". Possiamo invece dire "la Chiesa ha causato gravi danni a molte persone"? No, sembra proprio che non riesca. In una frase è evidente l'atteggiamento che il cardinale ha di fronte alle proprie responsabilità. Tenuto conto che lui era Arcivescovo di Melbourne, la città nella quale sono avvenuti molti abusi su  minori.
Per carità, niente di nuovo. Ma la sfacciataggine di certe figure non la sopporto proprio.



Investimenti e visioni

Pubblicato da faBIO in Ambiente · 8/2/2016 13:26:00
"I soldi sono pochi", "bisogna investire in infrastrutture", "la crescita", "il PIL", e via di questo passo.
Sono parole e frasi che sentiamo da anni. Da sempre. E allora si vive in un territorio e si osservano come queste parole (poco più che slogan) si intersecano con la realtà, cioè con quello che succede realmente.
Non voglio fare un pippone socioeconomico, soprattutto perchè non ne ho le competenze. Ragiono su un altro piano, molto più semplice.
Parlo sempre di quello che vedo. Vivo in Salento da quasi un anno. E' un territorio molto ricco di risorse di tutti i tipi: storico, culturale, ambientale, culinario, con un'interessante architettura rurale. La maggiorparte di queste risorse non sono "valorizzate", termine moderno per indicare, in questo caso, che non sono utilizzate in senso virtuoso per trainare una fetta di turismo; un turismo diverso da quello estivo, attento all'ambiente e alla cultura. Ma soprattutto un turismo "destagionalizzato", cioè un turismo presente nei 10 mesi l'anno che non sono quelli estivi.
Il Salento è una terra conosciuta per lo più per le belle spiaggie, per il splendido mare, per il divertimento estivo. A questo si aggiungono le sagre, la pizzica, il cibo, e la calorosa ospitalità delle persone. Un turismo quasi esclusivamente estivo, concentrato nel mese di agosto con una buona frequentazione anche nel mese di luglio.
Ma il Salento potrebbe essere molto altro. Potrebbe essere una terra che vive di turismo anche gli altri 10 mesi. Ha le potenzialità per essere una terra a vocazione totalmente turistica (oltre a quella agricola che nessuno vuole cambiare).
Basterebbero alcuni investimenti mirati e soprattutto ben pensati. Cioè bisognorebbe programmare con una visione ampia. Pensate solo a tutte le potenzialità che questa terra offre per il trekking, un settore quasi inesistente. I sentieri sono pochi e non tracciati; molti sono inagibili per la nulla manutenzione; atri sono impraticabili per la presenza diproprietà private troppo invadenti (ma questo è un altro discorso). 
Quanto costa intervenire su questo fronte? Un buon intervento sul settore trekking è un'impresa impossibile? Mancano i fondi? Bene. Pensiamo solo ai 60 milioni di euro per l'inutile ampliamento della Maglie-Otranto o per i 280 milioni previsti per la Maglie-Leuca. Un intervento per sviluppare servizi a supporto di un turismo diverso da quewllo attuale quanto costerebbe? Molto meno, di sicuro. Migliorando il sistema dei trasporti (pessimo) sia su rotaia con le bellissime Ferrovie Sud Est sia su gomma con minibus per collegare i vari centri salentini si avrebbe tutto quello che serve.
Ma è più facile (o conveniente) costruire inutili strade ed enormi rotatorie invece che investire in progetti a lungo termine in una logica di sviluppo sostenibile.
Che peccato.



Lo svuotamento del significato

Pubblicato da faBIO in Generale · 18/1/2016 18:44:00
Sarà un caso ma in questi giorni si stanno sommando diversi interventi di alcuni autorevoli (almeno per me) intellettuali sull'utilizzo delle parole. Ne scrivevo sul post precedente - le parole sono importanti - per sottolineare come l'utilizzo del termine antipolitica, soprattutto se appioppato alle persone, sia di fatto fuorviante. Una persona che critica l'attuale sistema partitico non è, a mio avviso, da bollare come "antipolitico", anzi.
E così prima Umberto Eco sull'Espresso, poi Luca Sofri sul Post fanno due interventi molto interessanti che ben si accompagnano a quanto detto da me. Umberto Eco se la prende con coloro che definiscono le persone che commettono un illecito "compagni che sbagliano", facendo notare (ma è semplice capirlo) che chi commette un illecito (corrotti, tangentisti, concussori, strozzini, ma anche assassini) lo fa con la consapevolezza di farlo; per cui "non ha - semplicemente - sbagliato" ma ha "commesso un reato". Luca Sofri invece ci mette in guardia dall'eccessiva semplificazione di temi complessi (tutto quello che ci riguarda) in categorie di buono/cattivo togliendo così la possibilità di comprendere i fenomeni e di poterli gestire.
Ieri guardavo la trasmissione "Presa diretta" nella quale si parlava della Xylella fastidiosa - tema trattato nel mio blog. In sintesi: la xylella è un batterio killer per gli ulivi che li fa seccare (ma senza una prova scientifica certa che la causa sia da imputare direttamente al batterio) ; il piano del governo e dell'Europa per affrontare la crisi è l'eradicazione degli ulivi infetti e di quelli introno per un raggio di 100 mt; dopo una prima fase è intervenuta la magistratura ed ha indagato 10 persone tra cui il Commissario Straordinario per l'emergenza e i tecnici che hanno svolto le ricerche sul batterio. Uno slogan usato nella trasmissione, mi sembra di poter dire, è ricaduto sia nella semplificazione di quanto sta accadendo sia nella contrapposizione sterile buono/cattivo. La frase era: la magistratura è contro la scienza. Nulla di più falso. La magistratura si è mossa perche le azioni decise (molto invasive) sono state prese sulla base di dati non certi. Quindi, al limite, lo slogan potrebbe essere "la magistratura contro il pressappochismo e la superficialità dei decisori", che è ben altra cosa rispetto a quanto detto.



Le parole sono importanti

Pubblicato da faBIO in Politica · 9/1/2016 14:48:00
Torno su un tema che ho già affrontato. Sento l'esigenza di farlo perchè continuo a registrare un uso semplicistico - nel migliore dei casi -, se non strumentale, della parola "antipolitica".
Premetto che non ho basi di filosofia politica o di scienza politica. Cerco solo di ragionare seguendo il mio buon senso (che essendo appunto "mio" non è detto che sia buono). Mi avvalgo, per questo post, solo del contributo di alcune definizioni da vocabolario.
Per alcuni sarà una questione di sottigliezze, una cosa di poco conto. Secondo me, invece, è una questione importante, se si vuole discutere seriamente di un fenomeno.
Riporto dal dizionario Treccani le diverse definizioni:
  • politica: "Attività pratica relativa all’organizzazione e amministrazione della vita pubblica; arte del governo";
  • anarchia: "Stando al significato etimologico della parola (dalla quale sono pure \nderivati i termini di: anarchico, anarchismo, anarchista), con essa si \nvuole esprimere, nei rapporti tanto dell'individuo quanto della società,\n la mancanza assoluta di governo da parte di un potere estraneo e \nsuperiore all'uno e all'altra, epperò la libertà assoluta dell'individuo\n nel dispiegamento della sua attività ed energia, e della società nella \ncostituzione de' rapporti e dei suoi istituti";
  • antipolitica: "Con questo termine si intende comunemente un\n sentimento di avversione spontaneo e generalizzato contro la politica \nche può avere diverse manifestazioni: dall’astensionismo elettorale alla\n delegittimazione della classe politica, al successo di movimenti \nneopopulisti grazie al ricorso a formule e slogan che accentuano un \nsenso di rifiuto della politica tradizionale".
Da quanto si legge (potete farlo anche con definizioni prese da altre fonti) mi chiedo se il definire antipolitica tutte le manifestazioni di contrarietà all'attuale gestione del potere sia effettivamente tale, cioè se sia corretto definire queste critiche antipolitica. Se io critico le scelte di un governo, la corruzione delle amministrazioni regionali, i privilegi della "casta" perchè devo essere definito antipolitico e non semplicemente una persona che critica l'attuale gestione dei centri di potere politico? 
Una cosa è la critica verso le scelte di chi gestisce le attività di gestione dell'amministrazione pubblica, un conto è essere contro la politica (che vuol dire invece essere contro qualsiasi forma di governo, significa cioè essere anarchici).
Mi viene da pensare solo ad un motivo: delegittimare in partenza, da parte delle classi dirigenti, chi la pensa in modo diverso. Bollare una persona critica con il termine "antipolitico" fa immediatamente pendere la bilancia a suo sfavore. Per un uomo di partito, ad esempio, risulterebbe già perdente ammettere che l'interlocutore non è un antipolitico ma una persona che non è d'accordo su come sta lavorando.
Non credo che l'Italia sia un paese antipolitico; non credo che siano tantissime le persone a favore di una modalità anarchica come modello di vita. Credo invece che sia forte il bisogno di una politica diversa da quella attuale; definire questo desiderio antipolitica gioca solo a favore di chi è ora al comando.




Grigio assoluto

Pubblicato da faBIO in Film e libri · 30/12/2015 17:20:00
Ultimo libro di Michele Serra, "Ognuno potrebbe".
Un libro che lascia molto amaro in bocca. Sinceramente un libro che faccio fatica a capire. Una fotografia dei nostri tempi, ma senza una storia, senza un pathos. Il libro sembra lo strumento che Serra utilizza per parlare delle ossessioni e della situazione delle nostre società. Lo fa descrivendo una periferia qualsiasi (o quasi) di una grande città. Essendo nato in provincia di Milano non ho fatto fatica a collocare il racconto nell'hinterland  milanese. E non ho fatto fatica a capire cosa descriveva Serra, i luoghi/non luoghi, le tensioni, le atmosfere, la pesantezza, lo sconforto di chi vive queli luoghi.
Certo, non tutti i personaggi vivono la stessa condizione del protagonista. Io si. E mi sembra anche l'autore.
Una società che si fa fatica a comprendere e nella quale è sempre più difficile viverci; ma nella quale comunque bisogna starci.
Nel libro non si dipana una storia; è una fotografia di oggi, di una periferia industrializzata dove non c'è più lavoro; dove le persone vivono schiacciate dalle vicende della vita e gli uni dagli altri. 
Non  essendoci una storia non c'è un finale. E quindi non c'è una speranza. Non c'è un riscatto. Non c'è una possibile via di uscita.
Questa visione pesa come un macigno. Non c'è più spazio per una progettualità. Ogni sforzo sembra inutile. 
La soluzione proposta da Bartolomei e Papaleo con i loro libri - Giulia 1300 e Piccola impresa meridionale - rimane l'unica ad oggi praticabile? Incontri casuali di persone fallite che insieme possono creare le condizioni di un riscatto.
Ben poca cosa per progettare un futuro.



Finche la barca va...

Pubblicato da faBIO in Film e libri · 30/12/2015 16:41:00
Ne hanno parlato tutti e di più. Come spesso succede però non si parla tanto del contenuto ma di tutto quello che gli gira intorno. Nel caso specifico non si parla della gestione delle proprietà e degli averi del Vaticano e dello sforzo che Papa Francesco sta facendo per cambiare le cose, ma si parla del processo, della papessa, della correttezza o meno di pubblicare (tema peraltro importantissimo).
Io ne parlo perchè l'ho letto. 
E' un libro che a me (sia chiaro, parlo del mio rapporto con i contenuti del libro) ha permesso di capire che cosa stia concretamente facendo il Papa quando si parla genericamente di "riforma della Chiesa". Cioè ho potuto mettere dei contenuti ad un vago sapere di "cose che non funzionano all'interno della Curia". 
Tutti sappiamo, da Marcincus in poi, che lo IOR non è proprio un Istituto per le Opere di Religione; anzi, forse lo è. Ma bisogna capire cosa intendiamo (e soprattutto cosa molti cardinali intendono) per Opere di Religione.
E se il Cardinale Bertone vive in un attico da 700 mq, è sicuramente in buona compagnia.
Non voglio parlare dei contenuti, non voglio fare la mia sintesi del libro. 
Dico solo che se vi interessa capire come funziona la gestione delle finanze e delle proprietà all'interno del Vaticano, questo libro soddisferà la vostra curiosità.
L'unica cosa che voglio dire, in conclusione, è che se nello Stato italiano esistono ruberie, corruzione, malagestione almeno esistono delle regole. In Vaticano non sembrano esistere neppure quelle.




E adesso si fottono pure i Menhir

Pubblicato da faBIO in Ambiente · 17/12/2015 19:38:00
Questa mancava. Non era ancora successo, anche se mi chiedevo come mai. 
Il Salento è una terra dove c'è un'alta concentrazione di Dolmen e Menhir tanto da essere definita la Stonehenge italiana. Probabilmente avevano una funzione religiosa, ma erano anche simboli legati alla fertilità. Veri e propri monumenti megalitici in Salento se ne contano parecchi, eredità preistorica di eccezionale valore.
I Dolmen sono veri e propri altari dove probabilmente venivano celebrati rituali sacrificali. I Menhir sono blocchi di pietra di forma rettangolare conficcati nel terreno che possono arrivare anche a 5 metri.
Incontrarli nelle camminate in campagna o anche in città è sempre emozionante. Ci si tuffa nella preistoria e si immagina come doveva essere la vita 5000 anni fa.
Molti di questi sono stati distrutti per poter lavorare meglio la terra. Nelle campagne di Giurdignano esiste una sorta di cimitero di Dolmen, un cumulo di pietre tutte ammassate... E' quello che rimane di molti di questi antichi monumenti.
Ma ora esiste un nuovo tipo di interesse. Nel giro di tre settimane sono stati trafugati 3 Menhir. Si ipotizza un giro di mercato nero legato ai reperti archeologici. Probabilmente vengono asportati per finire nei giardini di qualche villa. Come già succede per gli ulivi secolari. Le stesse ville che se ci si avvicina si rischia di essere impallinati. Una sorta di proprietà privata a senso unico. Vale solo per loro. Un non senso totale, una idiozia senza confini.
E così dopo gli ulivi secolari, anche i Menhir servono agli egoismi di pochi.
Questa è l'Italia, questo è il bel paese. Dove per molti il possesso delle cose è il solo mezzo per misurare la propria esistenza.




La rotonda più grande del mondo? Forse no. Sicuramente la più inutile

Pubblicato da faBIO in Ambiente · 12/12/2015 15:45:00
Continuiamo con una panoramica con le opere inutili in Salento. Questa non solo è inutile ma sembra regalare un ipotetico podio alle amministrazioni che l'hanno approvata. Stiamo parlando della più assurda delle rotatorie mai costruite. Nel basso Salento, nei comuni tra Miggiano e Lucugnano, lungo la statale 275 (si, esattamente quella di cui ho scritto nell'ultimo post) è stata costruita una rotanda dal diametro di 143 mt, più dell'equivalente di due campi da calcio.
Immaginiamo un traffico al limite: no, una strada che assorbe qualche migliaio di mezzi al giorno.
Immaginiamo una rotatoria a servizio di grosse aziende: no, la rotatoria in questione collega la zona industriale che però non si è mai sviluppata.
Immaginiamo sia stata costruita nel deserto: no, sono stati abbattuti migliaia di uivi sani e poduttivi per far posto a questo gioiello architettonico.
Immaginiamo sia stata costruita 20 anni fa, quando c'era un'idea di sviluppo: no, è stata costruita di recente, quando era chiaro che di sviluppo ci sarebbe stato solo il cemento della rotatoria stessa.
Immaginiamo che servirà in futuro a qualcosa di importante: no, anzi, probabilmente con il rifacimento della 275 verrà sostanzialmente modificata.
Un record di idiozia e mal governo a tutti i livelli. Oltre allo spreco di denaro pubblico, al quale oramai non faccio più caso, l'assurdo è andare a devastare un ambiente agricolo produttivo cancellando per sempre la possibilità di produrre, nel caso specifico, il buonissimo olio di oliva, l'oro del Salento.
Leggete l'interessante articolo pubblicato da Salogentis sulla rotatoria e fatevi un'idea più completa.



Avanti così

Pubblicato da faBIO in Ambiente · 3/12/2015 21:55:00
Eccoci, ci siamo. Dopo tanta attesa il mitico cantiere della Maglie-Leuca torna a far parlare di sè. Come prima cosa bisogna spiegare perchè mitico. Un progetto che risale a 30 anni fa; un costo esorbitante, 288milioni di euro; un'utilità relativamente al traffico molto bassa; e per ultime le inchieste della Magistratura sia per procedure di attribuzione dell'appalto non conformi alla normativa, sia perchè la strada potrebbe coprire (nel senso "con una bella colata di catrame") alcune discariche abusive di rifiuti tossici.
Oggi l'ennesimo pronunciamento di un organo costituzionale sulla vicenda appalti: il Consiglio di Stato ha affidato l'appalto ad una ditta che precedentemente aveva perso la gara. E' la cosa che mi interessa meno.
Le cose interessanti sono invece queste: il percorso della Maglie-Leuca andrebbe a occultare definitivamente due discariche abusive di rifiuti tossici che stanno già producendo effetti nefasti nella falda acquifera; la seconda cosa è che il Sottosegretario alle Infrastruttue ha dichiarato che si andrà avanti nonostante le inchieste.
Un bel quadretto nazionale, fatto come al solito di interessi particolari (alis tangenti e favoritismi), di corruzione, di criminalità, di sperpero, di non senso.
A rimetterci sarà sempre l'ambiente, il territorio salentino - che in questi anni sta conoscendo una cementificazione pazzesca - e quelle persone che credono ancora che lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio siano valori ben più importanti e al tempo stesso collegati alle questioni economiche.

 




Opere strutturali: "Grazie, come se..."

Pubblicato da faBIO in Ambiente · 20/10/2015 16:42:00
Raddoppio della Maglie-Otranto; raddoppio della 275, ovvero della Maglie-Leuca; raddoppio della Lecce-San Foca; e chissà quante altre che non conosco. Ritorno su un tema a me caro, quello del consumo di suolo, di cui L'Espresso si occupa questa settimana.
Opere inutili, almeno da un punto di vista della viabilità. E' riconosciuto da tutte le persone con cui parlo che l'attuale traffico su gomma, nelle suddette strade, non necessiti ulteriore asfalto. 
E' evidente quindi, come ho scritto in un precedente post, che il motivo per cui si realizzano queste opere non è da ricercare nell'utilità più ovvia, cioè il miglioramento della situazione del traffico, ma va ricercato altrove.
Nella migliore delle ipotesi (vedi post precedente) si pensa di far arrivare un po' di denaro in un territorio in modo che alcune imprese e i relativi dipendenti ne beneficino (come peraltro riportato in una dichiarazione di un rappresentante sindacale nel presente articolo sul cantiere delle Maglie-Otranto).
Quindi il motivo per cui si realizzano le grandi opere sembra risiedere proprio nel discorso occupazionale. Mettiamola così: le grandi opere sono un ammortizzatore sociale, serve a far arrivare denaro pubblico in un determinato contesto. Quindi, procedendo con il ragionamento, si distrugge un territorio con attività agricole produttive per giustificare la destinazione di finanziamenti pubblici (per fare opere inutili).
Allora faccio una proposta alle amministrazioni pubbliche, dal mio punto di vista molto seria: fate il progetto, fate la gara d'appalto, assegnate i lavori alle ditte vincitrici, fate stipulare i contratti con i lavoratori, pagate le quote relative allo stato di avanzamento lavori. Ma non fate realizzare l'opera.
In questo modo si otterranno due obiettivi e non solo uno: far aumentare il PIL di un territorio e salvaguardare l'ambiente.



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