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Progetti di ricerca @ Nicaragua

Progetti di ricerca
Sono stato in Nicaragua tra ottobre 2010 e marzo 2011 nell'ambito del progetto internazionale di  interscambio “Exchange Bilateral” tra l’Università Nazionale Autonoma del Nicaragua (UNAN) in Managua e l’Università degli Studi di Milano Bicocca.
In quel periodo stavo facendo la Magistrale in Progettazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali all'interno della facoltà di sociologia. Una Magistrale un po' tardiva che si è resa necessaria per poter continuare a lavorare nel settore pubblico come definito da una norma dell'oramai secondo governo Prodi.
L'ipotesi del viaggio, che non ho preso in considerazione fino all'ultimo, è nata da una esigenza condivisa da molti concittadini in questo periodo: andare all'estero per staccare dalla situazione di questo paese e cercare di respirare un'aria diversa.
E così, tra le varie ipotesi, il destino, o altro, mi ha portato a partire per il Nicaragua, terra che non conoscevo se non per il periodo della guerra "civile" degli anni '80 (e per un bel film di Ken Loach).
Occupandomi come lavoro di dipendenze, il progetto di ricerca si è centrato sull'analisi delle pratiche preventive in tema di disagio giovanile. Tema interessante soprattutto per il confronto con le pratiche italiane. 
E' stato un percorso molto interessante, sopratutto quello delle interviste: parlare con coloro che hanno vissuto l'utopia rivoluzionaria diventata realtà e scorgere ancora la fatica di aver visto quel sogno svanire sotto i colpi della Contras finanziata da governi esteri, sempre troppo premurosi nei confronti di sperimentazioni alternative al modello unico capitalista.
Scarica l'indice della tesi 
"Disagio Giovanile a Managua"
"Disagio Giovanile a Managua"
Scarica la parte relativa al fenomeno delle "pandillas"
della tesi "Disagio Giovanile a Managua"
 
 
La famiglia di Willi

La cosa più bella che ho vissuto in Nicaragua e che mi sono portato a casa è stato incontrare quella che chiamo "la mia famiglia". Il tutto è nato appena siamo arrivati all'aereoporto di Managua dove è venuto a prenderci un incaricato dell'università. Era Wilfredo, autista della facoltà di Medicina dell'Università di Managua, con la quale avremmo collaborato nei mesi a venire.
Una persona che ho avuto modo di incontrare sempre più spesso mentre passavo le ore in università; prima quattro chiacchiere, poi un caffè, poi un uscita per giocare a biliardo. E poi finalmente una domenica a casa sua a conoscere la famiglia e a condividere il pranzo. Da allora e sempre più spesso, appena avevo la possibilità passavo il tempo da loro, li andavo a trovare o passavano loro, si usciva a giocare a biliardo, o meglio a carambola, o a mangiare in una "fritanga" per strada.
L'ultimo mese passato in Nicaragua l'ho dedicato a viaggiare per il paese. E loro mi hanno ospitato tutte le volte che facevo tappa a Managua.
Appena partivo per qualche metà in giro per il paese, pensavo già al ritorno e a come avrei passato il tempo con loro.
Ed era tempo ben speso, condividendo tantissimo le culture culinarie dei due paesi. Impazzivano per la carbonara, la pasta con il ragù, la peperonata. E per la crostata alla crema pasticcera, dolce che tutt'ora fanno ogni domenica in mio onore.
Inutile dire che ci ho lasciato il cuore...
 
I viaggi nel paese

L'ultimo mese passato in Nicaragua l'ho dedicato a viaggiare. Dopo 4 mesi dedicati alla tesi non potevo tornare in Italia senza aver conosciuto il Paese dove ero stato. E così munito di guida e di consigli da parte di chi lo conosceva bene ho viaggiato per Matagalpa, per il Rio San Juan, per Ometepe, per Solentiname, per San Juan del Norte. Ho scalato il Cerro Negro, una montagna di sola lava, ho guardato dentro il vulcano Masaya, ho nuotato nel canion di Somoto.
Tutti posti molto belli, alcuni di più.
Sono tornato due volte al Castillo, un paesino in mezzo al rio San Juan. Un posto meraviglioso, dove la foresta è incontaminata (ancora per poco perchè adesso il governo Sandinista ha deciso di costruire un canale che unisce i due oceani distruggendo tutto quello che è natura, tenendo conto che il Nicaragua costituisce una delle maggiori riserve di biodiversità mondiale).
Ho viaggiato per il rio di notte a "caccia" di coccodrilli, ho camminato con gli stivali per la foresta in mezzo ad alberi centenari mai visti prima, sono stato a cavallo tra le colline vicino al El Castillo. E ho letto al sole, dal vecchio castello, guardando il fiume che arrivava dal lago del Nicaragua e andava verso l'Atlantico.
Vi lascio qualche foto e un consiglio: cercate la storia di questo popolo nelle emozioni di chi ha vissuto la rivoluzione, di chi ha assaporato un modello di vita alternativo che funzionava e che è stato stroncato da una esterna miopia distruttiva...
 
 
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